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CILA - Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata

La CILA è qualificata come un istituto intermedio tra l'attività edilizia libera e la S.C.I.A, ascrivibile, secondo la maggior parte dei commentatori, nel concetto di ''liberalizzazione'' delle attività private.

La CILA ha carattere residuale, poiché, per espressa previsione legislativa, è utilizzabile per porre in essere interventi non riconducibili a quelli di cui agli artt. 6, 10 e 22 TUE (edilizia libera, opere subordinate a permesso di costruire, interventi sottoposti a SCIA).

L'art. 3 del d.lgs. n. 222/2016 ha introdotto ex novo l'art. 6-bis del TUE, afferente alla comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

Mediante la CILA, comunicazione che deve essere asseverata da un tecnico abilitato, l'interessato trasmette al Comune l'elaborato progettuale relativo all'intervento da eseguire. Il tecnico attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi, che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico e che non interessano parti strutturali dell'edificio. La comunicazione contiene anche i dati identificativi dell'impresa esecutrice dei lavori.

Se la comunicazione di fine lavori è accompagnata dalla documentazione necessaria anche a fini catastali, questa è inoltrata, da parte dell'amministrazione comunale, ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate.

Come nel caso dell'edilizia libera, le Regioni a statuto ordinario possono subordinare a CILA interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal comma 1 dell'art. 6-bis e devono disciplinare le modalità di espletamento dei controlli e dei sopralluoghi in loco.

L'avvio di interventi subordinati a CILA in assenza di questa comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.

Natura giuridica della CILA
In merito all'art. 6-bis si è pronunciato in sede consultiva il Consiglio di Stato (sez. atti norm.), nel parere 4 agosto 2016, n. 1784: ''Il nuovo sistema, dunque, delinea un quadro dei titoli e dei regimi più semplice, basato su cinque ipotesi: 1) interventi in attività edilizia libera, senza adempimenti; 2) interventi in attività libera, ma che richiedono la CILA; 3) interventi assoggettati a SCIA in determinati casi in alternativa al permesso di costruire 4) interventi assoggettai a permesso di costruire 5) interventi per i quali è comunque possibile chiedere il permesso di costruire in alternativa alla SCIA. Secondo la precisa ricostruzione della relazione di accompagnamento, il regime ordinario (e, come si è detto, anche residuale per gli interventi non diversamente disciplinati) diviene quello della CILA, e non più della SCIA, fatte salve le ipotesi che non siano espressamente assoggettate ad altri regimi…Questa Commissione speciale ritiene che la CILA sia un istituto complementare alla SCIA, poiché entrambi si inquadrano nel processo di liberalizzazione delle attività private, con la differenza che nella SCIA i poteri amministrativi di intervento in ipotesi di irregolarità sono più ampi. A favore di questa soluzione militano due argomenti. In primo luogo, in entrambe le ipotesi il privato è legittimato ad iniziare l'attività sulla base dello schema norma-fatto-effetto, poiché tanto la segnalazione certificata quanto la comunicazione asseverata costituiscono per legge fatti idonei a esercitare un'attività privata su cui insistono interessi generali. In secondo luogo, perché vi è un chiaro disegno di continuità nell'intervento del legislatore, il quale - nel settore edilizio - ha sostanzialmente trasferito buona parte delle attività assoggettate a SCIA nel regime della CILA''.

In base, poi, alle prime pronunce giurisprudenziali (per ora, solo di primo grado), la CILA è stata ritenuta integrare le caratteristiche degli atti di natura privatistica, insuscettibili di una loro autonoma impugnazione dinnanzi al Giudice Amministrativo. Il Consiglio di Stato, nel menzionato parere, ha anche rilevato che l'attività assoggettata a CILA non solo è''liberalizzata'', come nei casi di SCIA, ma, a differenza di quest'ultima, non è sottoposta a un controllo sistematico del Comune: deve essere soltanto ''conosciuta'' dall'amministrazione comunale, affinché essa possa verificare se, effettivamente, le opere progettate importino un impatto modesto sul territorio, fermo il potere di vigilanza di cui all'art. 27 TUE.

Dunque:

  • in caso di CILA, l'amministrazione comunale esercita un potere meramente sanzionatorio;
  • nel caso di SCIA, esercita un potere repressivo, inibitorio, conformativo e di autotutela.

(fonte https://www.altalex.com)

Requisiti

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Costi

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Incaricato

Domenico Silvestri

Tempi complessivi

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A chi rivolgersi

A chi rivolgersi - Referente
Ufficio/Organo: Ufficio Gestione del Territorio
Indirizzo: Via Cavour 24, 66026 Ortona (CH)
Telefono: 0859057303   0859057310   0859057304   0859057313  
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